Poetica dell’Opera:
“Un volto è un’anima, come ho tentato di dimostrare per tutta la vita. L’ho fatto seguendo le indicazioni di un genio incommensurabile che si chiama Leonardo da Vinci, un genio che Galliani ha sempre avuto nei suoi cromosomi. [ ... ] Galliani sa che il volto è anima e seduzione. La seduzione, la vera seduzione, viene dall’anima. Poi bisogna metterla su tela. E allora quel volto, quell’ineffabile volto femminile, può avere anche gli occhi chiusi, perché la luce che lo illumina, lo accarezza, lo bacia, è luce dell’anima.” (Sandro Parmiggiani) Nell’ambito della ricerca artistica contemporanea, Omar Galliani è certamente uno dei più importanti interpreti dell’eredità lasciata dalla tradizione rinascimentale italiana, che lo ha portato sin dagli esordi a confrontarsi con i grandi maestri della cultura fiorentina, romana ed emiliana del ‘500, tanto da essere spesso definito il “Leonardo da Vinci vivente”. Ad accomunarli non è solo l’uso dello sfumato che si incontra e si fonde in maniera leggerissima con i tratti neri e profondi dei suoi armoniosi ritratti femminili, ma la valenza che entrambi accordano al disegno, per molto forse troppo tempo considerato a servizio della pittura, la sola che potesse assurgere al ruolo di verità. Per Galliani come per Leonardo il disegno è vera e propria forma d’arte indipendente che trova nella sfida del monocromo la sua dimensione separata non solo dalla pittura ma dall’artista stesso: “ Parlo del disegno come un corpo a sé, distinto dal mio, in quanto si annida negli anfratti della memoria per infrangere le regole a cui la storia lo aveva destinato. Ma il disegno guarda e ripete se stesso liberandosi dalla pelle della pittura che lo celava, restituendo così al nostro tatto la vera freddezza del marmo, la trasparenza della seta.” La primaria importanza del disegno non può essere per nessuno dei due artisti slegata dal soggetto: la donna, quel ritratto femminile che in entrambi vive tra la penombra e la luce, tra sensualità e distacco creando quell’enigma che si risolve solo nel perenne contrasto tra bianco e nero. Perla prima volta in quest’opera Omar Galliani non si limita a interpretare Leonardo, ma gli si sovrappone: i visi, gli occhi socchiusi, le schiene, le morbide ondulazioni dei capelli diventano un’unica cosa con i gigli di Leonardo, che ci riportano a loro volta agli sfondi floreali dell’arte orientale tanto amata da Galliani.

L’ULTIMO FIORE DI LEONARDO Il disegno attraversa la carta e ne mostra le asperità, porosità, cavità. Il disegno muove la mano e il pensiero. Danza sinuosa del braccio e della sanguigna, matita, inchiostro leggero al tratto o spesso di sfumature infinite. I fiori come le arterie, i muscoli o le ossa hanno in Leonardo un unico nome.....”DISEGNO” della verità e dell’imponderabile. Notte e giorno, bianco e nero, caldo e freddo, vita e morte. “Ghenos/Eros/Thanatos” si attraggono e respingono nella macchia d’inchiostro per svelare nuove stelle, visioni, sorrisi enigmatici o smorfie sottili! Tutto e’ manifesto o celato quando “LUI” vuole. Ha nascosto la chiave d’accesso tra lievità di nebbie sottili e panneggi di sensualità nascoste. Ho scelto un suo giglio dopo aver visto le anatomie e i paesaggi della carne e dell’anima. Il mio foglio a carboncino tenero si apre sulla traccia del non detto (il giglio) in quanto progetto di un angelo assente che ha nel fiore la dolce consapevolezza della caducità transitoria delle cose terrene. Omar Galliani, San Gregorio, 1 maggio 2013

La tecnica: I 49 pezzi unici del Maestro Omar Galliani, commissionati da Scripta Maneant srl per il progetto “Impronta d’Artista. Leonardo” sono stati realizzati su base serigrafica di 35x50 cm. Disegno a matita nera e carboncino su serigrafia sei colori stampata su carta d’arte Fabriano Rosaspina da 285 gr avente come soggetto “Studio di Gigli per l’Annunciazione” di Leonardo da Vinci. Su ogni opera sarà impressa l’impronta digitale dell’Artista, come anche sul certificato di autenticità. Le opere su carta così realizzate e fissate con prodotti resistenti e conservanti vengono consegnate montate su telaio dello spessore di 5 cm quindi protette con una teca in plexiglass esteticamente avvitata sui lati del telaio stesso.
Telaio dello spessore di 5 cm quindi protette con una teca in plexiglass esteticamente avvitata sui lati del telaio stesso.
L'ULTIMO FIORE DI LEONARDO
CARATTERISTICHE DELL'OPERA
Ritratto a matita nera e carboncino
su carta intelaiata
35x50cm
49 Esemplari Unici
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